(Fonte: geekgirlforever, via thelaughteroftrees)

Quel che avrei desiderato era di restare lì dov’ero a vendere quaderni e caramelle fino alla fine dei miei giorni, alla sera mettermi a letto con Maria e dormire accanto a lei, dormire veramente, come in quelle ultime ore prima di alzarci, con le sue mani nel cavo delle mie ascelle. La trovavo terribile e meravigliosa, questa vita quotidiana col bricco del caffè e i panini e il grembiule bianco e azzurro di Maria, scolorito dalle troppe lavature, allacciato sopra il vestitino verde e mi parve che soltanto per le donne questo ritmo delle cose quotidiane fosse una cosa naturale, accettata con la stessa semplicità con cui si accetta il proprio corpo.
Heinrich Böll, Opinioni di un clown.
(Fonte: bersabea)
chubbysnow
(Fonte: chubby-lamb)
La luce alle otto di sera, è vero, mi disturba, ma la serenità che dà mettersi fuori con una fotocamera è impagabile nonostante si rischi di essere monotematici con i cieli (in realtà mi frega poco di essere monotematica).
(Fonte: gliocchituoilosanno, via aplacebeyondthesun)

(Fonte: geewhiz, via biancolatte)
(Fonte: romanticismoamodomio, via rondinebianca)
Ricordi quel giorno?
Lontano portavano i piedi
un cuor che pensava al ritorno.
E dunque tornai… tu non c’eri.
Per casa era un’eco dell’ieri,
d’un lungo promettere. E meco
di te portai sola quell’eco:
per sempre.
Non t’odio. Ma l’eco sommessa
di quella infinita promessa
vien meco, e mi batte nel cuore
col palpito trito dell’ore;
mi strilla nel cuore col grido
d’implume caduto dal nido:
per sempre.
Marilyn photographed in 1953.
(Fonte: perfectlymarilynmonroe, via justrandomellie)




